Cronologia completa

Dal medioevo a oggi.

Una storia locale costruita su fonti comunali, ricerca druentina, archivi fotografici e memoria pubblica.
Le ipotesi sono indicate come tali.

La prima traccia scritta

In una donazione del visconte Enrico di Baratonia al monastero di San Giacomo di Stura compare il territorio di Buazano e l'espressione “sub duruento”.
È la più antica attestazione citata dalle fonti locali.

Nasce il nuovo borgo

Gli Aynardi e alcuni possidenti di Rubianetta stipulano a Torino un atto di convenzione per costruire un borgo oltre la Ceronda, così da mantenere i collegamenti con Torino anche durante le piene. Il sito scelto è un poggio soleggiato, fertile e difendibile.

Castello, cappella e Credenza

Gli Aynardi avviano un piccolo castello; intorno si dispongono le case. Accanto nasce la cappella del Corpus Domini e sopra di essa una sala di riunione chiamata Credenza, assemblea dei capifamiglia che regola la vita del borgo fino circa al Seicento.

Mura, fossati e una sola porta

Il borgo viene cinto da forti mura e fossati.
L'ingresso superstite conduce ancora oggi verso San Michele; tratti del recinto sono visibili lungo il perimetro del centro storico.

Il Naviglio, la Bialera

La scarsità d'acqua porta alla costruzione del Naviglio: irrigazione, agricoltura e lavoro crescono, insieme alle controversie con i paesi attraversati.
La bialera diventa una delle infrastrutture più importanti della storia druentina.

Una contesa arrivata fino al re di Francia

Nel 1550 i druentini protestano contro i prelievi abusivi dal Naviglio. Un editto del 18 luglio 1553 minaccia pene severe per chi si appropria delle acque.

San Sebastiano

Inizia la costruzione della chiesa che, dopo restauri e nuovi usi, ospita oggi la Biblioteca Civica “Ipazia d'Alessandria” e il centro culturale.

Rubianetta entra in Druento

Il territorio di Rubianetta viene unito a quello druentino, estendendo i confini verso nord-est.

Santa Maria della Stella

Il conte Ottavio Provana fa riedificare la chiesa del cimitero, custode di un affresco della Madonna delle Grazie datato 1494 e di una lunga storia devozionale.

Il volto barocco

Ottavio Provana promuove la chiesa di San Michele, la casa parrocchiale e le fortificazioni dell'area del castello. Nella prima metà del secolo sorgono anche la Santissima Trinità e il campanile civico.

La forma del vecchio abitato

Il centro si estende fino ai margini dello storico nucleo urbanizzato e assume la forma descritta dalle fonti come un settore circolare attraversato da una Y rovesciata.

La tranvia Torino–Druento

Il paese diventa capolinea della linea extraurbana: prima a vapore, poi elettrica. Il parcheggio chiamato “Stazione” conserva la memoria del collegamento con Torino.

Lo stemma

Una deliberazione definisce l'arme comunale: una pianta di salvia, simbolo di luogo sano e salvezza dalle acque, affiancata da due falci aggiunte nei secoli.

La ferita della guerra

Dopo l'uccisione di tre militari tedeschi, dodici partigiani prelevati dalle carceri Nuove vengono condotti e fucilati davanti al Municipio. Le lapidi ricordano i caduti della guerra e della Liberazione.

Scheda della memoria pubblica

La grande crescita

La popolazione passa da 3.413 a 7.243 abitanti. L'espansione metropolitana cambia scala e forma del paese, ormai strettamente legato a Torino.

Tra borgo e parco

Druento unisce centro storico, servizi, attività contemporanee e la porta d'accesso al Parco naturale La Mandria.